Viviamo in un tempo che ci abitua a sostituire: le cose, le immagini, le idee… perfino noi stessi. Ma io ho scelto altro.
Ho scelto di aggiustare.
Aggiustare è un gesto di rispetto, prima ancora che di creatività. È guardare meglio, più a fondo. È partire da quello che c’è, capire se ha ancora qualcosa da dire, e trovargli un nuovo modo per farlo. Non tutto va rifatto da zero. Spesso serve solo qualcuno che sappia vedere il potenziale, pulirlo, metterlo in ordine, farlo brillare di nuovo.
È prendere un logo stanco e renderlo vivo.
Un catalogo confuso e farlo parlare.
Una foto sbagliata e farle dire la cosa giusta.
Un’idea abbozzata e darle forma, ritmo, senso.
Senza perdere quello che sei.
Senza buttare via il lavoro fatto finora.
Ma restituendogli valore.
Anche in quel caso, io ci sono.
Per costruire insieme qualcosa di nuovo, che ti assomigli davvero.
Ma sempre con delicatezza, ascolto e senso.
Non si butta via tutto con leggerezza.
Si ricomincia con consapevolezza.
Guardo, ascolto, rimetto insieme.
Ti aiuto a sistemare i pezzi sparsi.
Faccio ordine. Do coerenza.
Lascio spazio, respiro, identità.
Che tu sia un* professionista, un’azienda o un* privat*,
non importa da dove partiamo:
l’importante è sapere dove vuoi arrivare.