C’è una cosa che non troverai mai nel mio lavoro: l’indifferenza.
Perché per arrivare qui, ho dovuto aggiustare molto. La mia vita, prima di tutto.
Non sempre con grazia, non sempre con calma, ma sempre con ostinazione.
E col cuore pieno.
Vivo da sempre da sola con i miei due bambini, perfetti collaudatori di sistemi comunicativi differenziati ,e un gatto nero che mi ha insegnato tutto quello che occorre sapere sulla comunicazione efficace.
E sì, ogni giorno è una danza tra imprevisti, sogni da tenere vivi, e bollette da far quadrare.
Ma ho imparato a non aspettare condizioni perfette: creo bellezza con quello che c’è e faccio diventare perfette le condizioni.
Ho fatto tanti lavori, anche quelli che non si mettono nel curriculum.
Ma ogni mestiere mi ha lasciato qualcosa: una lezione, una capacità, una lente diversa con cui guardare il mondo. Persone diverse con un bagaglio più o meno pesante. Dietro ad un bancone di un bar ho imparato molto più di quanto si possa carpire dai testi scolastici di psicologia.
E forse è per questo che oggi, quando guardo le persone, le leggo come se avessero sottotitoli.
Mi viene naturale capire cosa manca, cosa stona, cosa vuole emergere davvero.
Amo i tatuaggi, l’arredamento minimal, le cose fatte di pochi tratti ma con un senso profondo.
Mi piacciono il bianco e nero, le linee essenziali, gli oggetti che portano storie: quelli che trovi, aggiusti e riporti a nuova vita.
Mi ci ritrovo. Forse perché, in fondo, sono anch’io un po’ così.
Ho studiato come graphic designer, ma le mie consulenze arrivano da un’università che non ha sedi: una vita caotica, senza redini, senza guide che in qualche modo ho imparato a gestire, migliorare, modellare e amare.
Mi ha insegnato a pianificare ogni dettaglio, a gestire tempi, budget, sogni e ostacoli come una piccola impresa.
Ad un certo punto, mi sono guardata dentro e ho deciso: farò per gli altri quello che ho imparato a fare per me.
Così è nata L’Aggiustagrafica.
Non un’agenzia. Non un team. Solo io, che ti ascolto, ti leggo, e aggiusto pezzi sparsi fino a farli comunicare.
E se c’è una cosa che so per certo, è questa:
qualsiasi obiettivo si può raggiungere.
Magari non nel modo che avevamo previsto, magari non subito. Ma si può.
Con le parole giuste, la forma giusta, il tempo giusto. Con la strategia, la bellezza, l’intuizione. Con quella forza silenziosa che abbiamo quando smettiamo di aspettare il momento perfetto, e iniziamo a crearne uno.
Perché niente è davvero da buttare.
Ogni progetto può essere riscritto.
Ogni storia può ripartire da un nuovo inizio.
Anche la tua.